Road Trip Sicilia giorno 3: Riserva Naturale dello Zingaro

Signore e signori, stiamo per concludere la nostra avventura a Castellammare del Golfo: è infatti il secondo giorno in questo adorabile paese in provincia di Trapani e ci sono delle cose da fare. Cose tipo, quali? Beh, una soprattutto: che mi passino i decimi di febbre. Non chiedo tanto: non dico mica che vada via la pioggia, i nuvoloni che ci spiano da là sopra e sembra ci accompagnino, il maltempo endemico di ogni vacanza un po’ borderline che prenoti. No, chiedo solo che sparisca il mal di gola o, almeno, questo senso di morte che sta accompagnando ogni momento nella stupenda Sicilia. Ecco, possibile avere almeno ciò?

Bene, terminato questo sfogo torno in me e vi racconto quello che è il terzo giorno in Sicilia. Il piano iniziale era ambizioso: sveglia presto, colazione buona, pranzetto leggero, compiti ed a letto (repetita iuvant) presto. Però si sa, le scuole dell’obbligo le abbiamo terminate tutti da un pezzo e non siamo più capaci di fare le brave persone, a quasi 30 anni. E così ecco che arriva la distruzione dell’uomo: a letto tardi – peraltro, per scrivere il post di ieri – con conseguente sveglia tardi, colazione con Macine, Kinder Cereali e quant’altro che in Spagna non trovo da millenni, piani completamente mandati a quel paese. 
L’idea iniziale era un mix mare & monumenti, cultura & svago ma il 50% di oggi dovrò rimandarlo a domani e così non rimane che una cosa da fare: dirigersi, alla svelta per anticipare la fantozziana perturbazione che ho sopra la testa, alla Riserva Naturale Orientata dello Zingaro. Ammetto di avere avuto un po’ di paura circa le notizie su questo stupendo spazio naturale della Sicilia, forse tra i più belli d’Italia, a seguito di alcune drammatiche notizie lette pochi mesi fa. Vorrei però rassicurare il lettore che è qui magari interessato a un bel viaggio in Sicilia: nessun problema, la Riserva è tranquillamente aperta al pubblico, non ci sono problemi, è tutto straordinario (as always). 

Arriviamo non troppo presto e riusciamo persino a parcheggiare l’automobile in una zona gratuita (rarità, da queste parti) e custodita. Certo, una parte di sentieri percorsi sulle 4 ruote mi ricorda alcuni momenti d’adolescenza passati con Carmageddon ma va bene anche questo. 
L’ingresso costa 5 euro, un prezzo irrisorio se si tiene conto della vastità dello spazio visitabile e del fatto che ci troviamo in un’area incontaminata, straordinaria per flora, fauna, paesaggi e generica ricchezza ambientale. Cominciamo a fare i primi sentieri e ci troviamo davanti a spettacoli fantastici tra vegetali, fauna costiera e un mare fantastico a lato. Abbiamo il tempo di scendere in alcune di queste cale e l’acqua, che ve lo dico a fare, è questa meraviglia qui…

Sinceramente, da pugliese cresciuto in ambienti marittimi non proprio di secondo piano, sono rimasto estasiato. Mi è sinceramente dispiaciuto aver limitato questa visita alle sole ore del pomeriggio, non potendo così visitare per esteso questo capolavoro naturalistico della Sicilia. Conterei nei prossimi giorni di rimediare partendo dall’altro lato (ci sono due ingressi: uno a Scopello, appunto fatto, e l’altro a San Vito Lo Capo, più a Nord). 
Riuscirà il nostro eroe a svolgere i compiti per l’indomani? Lo scoprirete solo seguendoci.
P.S. Sì, c’erano le vespe anche qui e scusate per non averlo detto prima.

Per saperne di più sulle puntate precedenti, ecco i link cui fare riferimento:
Presentazione
Giorno 1: Palermo e Cefalù
Giorno 2: Monreale, Castellammare del Golfo, Scopello

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