Expat è uno stato d’animo: la storia di Francesco

Oggi Arrivederci Italia intervista Francesco, uno studente di Taranto che ha vissuto in diverse mete europee grazie ai numerosi programmi di studio dell’Unione Europea.

Francesco, raccontaci la tua storia!
Mi chiamo Francesco, ho 24 anni e sono un aspirante expat da 4. Dico aspirante perché non ho ancora avuto modo di compiere quel passo in maniera stabile e definitiva. Le ragioni sono molteplici, ma tra quelle più significative citerei senza dubbio la necessità di dover prima completare il mio percorso di studi. Studio Relazioni Internazionali presso l’Università di Pisa e – con i dovuti scongiuri – sono a pochi mesi dal titolo di laureato magistrale.

Come mai questo voler andar via dall’Italia?
Non mi sono ancora trasferito all’estero, ma ho vissuto per diversi mesi fuori dall’Italia nell’ambito dei numerosi programmi di studio e tirocinio promossi dall’Unione Europea.

I tram di Lisbona

Ho trascorso due semestri Erasmus nella cittadina universitaria di Göttingen (Germania), poi tre mesi a Lisbona per un progetto Leonardo e infine altri tre mesi a Berlino per un Placement terminato solo una manciata di settimane fa. Ho sfruttato ogni opportunità possibile per poter calare me stesso in realtà lontane e un tempo ignote, ma in compenso non ho mai lasciato l’Italia se non per doverci tornare al termine di un determinato arco di tempo. Maturare una decisione definitiva richiederà senz’altro ancora del tempo.

In effetti poi sei tornato…
Come accennato poc’anzi, se sono tornato è perché ero tenuto a farlo per contratto. Scherzi a parte… al termine di ciascuna delle mie avventure internazionali, riabbracciare i luoghi, le persone e le abitudini con cui sono cresciuto e a cui sono affezionato ha sempre significato una sorta di sollievo per me. Tuttavia, a ciò hanno sempre fatto seguito sentimenti come nostalgia, apatia, spesso e volentieri anche noia.
Mi reputo un inguaribile cittadino del mondo: per me l’estero non è una necessità, né un esilio forzato, ma una scelta. Va ben oltre l’imparare un’altra lingua, abituarsi al cibo e alle consuetudini locali, l’accettare una condizione di “vorrei ma non posso” nel rinunciare al paese natio in favore di una metropoli straniera. È uno stato d’animo.

Ti sei mai chiesto se stessi facendo la scelta giusta?
Il semplice fatto che in decine di migliaia emigrino solo perché spinti da racconti leggendari su possibilità di lavoro infinite e benessere che piove a pacchi a differenza che in Italia mi fa sempre pensare di star facendo la scelta giusta. Espatriare richiede informazione, progettazione e pianificazione: in Germania, mio “paese d’adozione” per eccellenza, la conoscenza della lingua e il possesso di qualifiche accademiche e professionali sono requisiti indispensabili anche per il più infimo dei mestieri. Occorre sfatare il mito del lavoro gratis per tutti fuori dall’Italia: coloro che trovano un lavoro all’estero lo fanno solo dopo una certa dose di sacrifici, sperare in un’infinita El Dorado estesa appena oltre i confini nazionali è fuorviante.

Se non fossi tornato, dove saresti adesso?
Probabilmente sarei iscritto presso un’università straniera e cercherei di guadagnarmi quel pezzo di carta alle stesse condizioni degli studenti locali. Non mi pento della mia scelta per il semplice fatto di essere riuscito a ottenere ulteriori borse di studio con le quali ho potuto lasciare il paese per qualche mese e “sentirmi a casa” nuovamente.

In chiusura: sei stato contento delle scelte fatte? Le ripeteresti (o ripeterai…) ?
Sono molto felice e soddisfatto delle scelte che ho compiuto finora. Il tempo trascorso all’estero mi ha reso la persona che sono e mi ha donato un bagaglio di esperienze che, oltre a portare con me per sempre, sarà senz’altro determinante nel caso in cui dovessi un giorno scegliere di stabilirmi permanentemente fuori dall’Italia. Preferisco per il momento sospendere una decisione così delicata, almeno fin quando non sarò riuscito a tradurre in pratica le idee e i progetti sul mio futuro. In una società perfetta chiunque baserebbe questa scelta sui propri soli desideri.

Grazie a Francesco e in bocca al lupo per il futuro!

Berlino, Germania

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