La mia Russia: viaggio da San Pietroburgo a Vladivostok

A qualcuno potrebbe interessare per andare via dall’Italia ad altri per un semplice viaggio ma, sicuramente, la storia di Alessio e della sua passione per la Russia non può che interessare tutti i nostri lettori.Eccola, raccontata per passi.

Ciao Alessio, parlaci brevemente di te e raccontaci cosa fai.
Sono un trentanovenne di Roma. Disincantato e buon lettore, mi fa quasi tutto schifo. Ma non sono una persona lamentosa. Di mestiere giornalista e sciaguratamente professionista. Considerando la moria nel settore in cui sono entrato nel 2003, ed avendo perso il contratto per il fallimento del giornale, sto divagando in settori affini che contemplino due condizioni: la scrittura e la sveglia dopo le 10. Che sono poi le due ragioni per le quali ho scelto questa professione.

Veniamo al momento delle decisioni: come mai quella di lasciare per un po’ l’Italia?
Risposta duplice: ho sempre avuto la curiosità di conoscere il mondo, prima attraverso la geografia nei libri e poi con l’esperienza del viaggio; poi perché ho pensato fosse opportuno lasciare per un po’ la mia vita a Roma.

E qui viene la scelta della destinazione, non comunissima: la Russia. Come mai?
Iniziai facendo la Transiberiana, da San Pietroburgo a Vladivostok. Era un desiderio che avevo da quando ero bambino. E ho conosciuto un paese molto diverso da come pensavo, o meglio da come mi facevano pensare, che fosse. Sono poi tornato in Russia altre cinque volte, principalmente a San Pietroburgo, ma sono stato per brevi periodi anche in un kolchoz nella regione dei laghi a nord di Mosca e nelle dacie.

 

Ci potresti raccontare un evento particolare che ricordi di queste esperienze?
Difficile selezionare un episodio. In Siberia e in Buriazia ho conosciuto persone che parlavano un corretto italiano senza alcuna ragione oltre a quella di volersi esprimere in una lingua dal suono dolce e musicale. Il cuoco del treno che mi portò a Irkutsk, smessa la parannanza, prendeva la chitarra e cantava le canzoni di Celentano. E arrivato a Vladivostok, ho trovato Toto Cutugno. Poi meriterebbe una menzione speciale anche l’esperienza a cui accennavo prima, quella nel kolchoz. In questi villaggi, che sorgono dalla foresta e lungo una strada sterrata, l’acqua si prende dai pozzi e per il cibo ci si rivolge o alle fattorie o alla natura. La frutta di fine pasto era quella che ero andato a fare qualche ora prima: more e lamponi. In una situazione di questo tipo ho vissuto forse l’esperienza più sorprendente: stavo percorrendo un sentiero per andare al fiume a lavarmi, e ho visto uscire dagli alberi fittissimi un ragazzino, Igor, che la notte avanti era rimasto a dormire nella tundra. Specifico che era luglio e la temperatura mite. E questo tredicenne russo indossava la maglietta di Francesco Totti. Inspiegabile. Infine una signora anziana, che faceva con me la fila per acquistare delle ciambelline. Capisce che sono italiano, si presenta con poche parole in russo e poi mi ammonisce pronunciando questa frase: «L’appetito vien mangiando!».

Ti piacerebbe fare ritorno in Russia, magari anche per dei periodi di tempo più lunghi?
Ho la tentazione di trascorrere lì qualche anno. Sia per imparare bene la lingua che per viaggiare nelle ex repubbliche sovietiche, principalmente quelle asiatiche. E non escludo di farlo. Escludo invece di stabilizzarmi lì. Mi piace vivere in Italia.

Tre cose semplici e rapide che consiglieresti a un italiano che vuole approcciarsi alla Russia?
Imparare un minimo di cirillico. Leggere almeno un classico della letteratura russa per capirne società e tradizioni; il mondo è cambiato ma certi atteggiamenti sono gli stessi di quando scriveva Dostoevskij. Che butti via invece i giornali di qui. Purtroppo l’informazione in Occidente sulle cose russe è viziata da pregiudizi negativi.

 

Ringraziamo per il tempo Alessio che, nel frattempo, ha tenuto fede alle sue parole e si è fatto un bel giro in Uzbekistan. Se volete seguire il suo diario di bordo, vi consigliamo di dare un’occhiata alla pagina Facebook Il mio Uzbekistan, costantemente aggiornato con i suoi racconti.
P.S. Quanti di voi hanno mai fatto, come Alessio, tutta la Transiberiana? Se vi va di raccontarci la vostra storia, contattate pure la redazione di Arrivederci Italia.

 

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