Spagna, Portogallo, Irlanda e Turchia: Valeria, una vita in viaggio

Pubblichiamo con piacere l’intervista di Valeria, una ragazza italiana che appartiene di diritto a Quelli che Tornano, pur essendo – fortuna sua! – una mente costantemente in viaggio! 

Ciao Valeria! Presentati brevemente.
Sono Valeria, ho 25 anni, attualmente vivo a casa dei miei genitori in attesa di discutere la mia tesi di laurea magistrale in Filosofia e ripartire di nuovo, forse in Grecia.

Come mai, la prima volta, hai deciso di andar via dall’Italia.
Al liceo avevo fatto una gita a Madrid. Alloggiavamo all’Hostal Apolo a Lavapiés, uno dei quartieri più caratteristici della città. Era la seconda notte e ad un tratto mi bussa una mia compagna reduce dalla sua prima volta… era felice e sconvolta allo stesso tempo. Allora io ho aperto la finestra e l’ho invitata a ad accomodarsi sul terrazzo adiacente. Ci siamo sedute a terra e abbiamo ascoltato in silenzio la voce di Madrid per circa un’ora: lì ho capito che era la città dove avrei voluto vivere. 
Nel 2011, ormai studentessa universitaria, ho partecipato al bando Erasmus e come unica opzione ho messo Madrid, della serie “o tutto o niente”. Sono approdata nella capitale spagnola nel gennaio 2012 come una figlia unica che metteva pentole nel microonde e cucinava bistecche dure come suole di scarpe, sono tornata a fine giugno come la protagonista di un romanzo avvincente: la mia vita. Ad oggi ancora affermo che voglio vivere a Madrid, infatti ci si sta organizzando!

Cosa ha influito nelle tue successive scelte di viaggio?
Dopo essere stata a Madrid ho capito che prima di tornarci definitivamente avrei dovuto vedere più posti possibili. Ma ho anche capito che per comprendere davvero un luogo e una cultura bisogna viverci, bisogna stabilirsi. Siamo buoni tutti a dire che l’Italia fa schifo e andare all’estero solo in vacanza! 
Quindi ho lavorato a Cork in Irlanda, ad Antalya in Turchia e fatto un nuovo erasmus a Oporto, in Portogallo.

OportoCi racconti un evento, un fatto, una persona assurda che ti è capitato di vedere/incontrare sul tuo cammino e che ti ha fatto pensare “sto facendo la cosa sbagliata/giusta?
Ad Oporto pioveva spesso e non c’era il riscaldamento in casa. L’inverno era infinito.  Oporto è stata un po’ una prova di resistenza che mi ha comunque portato ad incontrare persone speciali.
In particolare ho conosciuto da vicino il mondo della Praxe, il gruppo accademico Portoghese, al quale la Rowling si è inspirata per Harry Potter: ho assistito a delle manifestazioni assurde dove venivano cantate canzoni che inneggiavano al tradizionalismo oppure si praticavano veri e propri rituali. Mi considero una privilegiata, pochi erasmus hanno accesso o trovano il modo per esplorare questo mondo.
Quindi tornassi indietro lo rifarei ma in un futuro non ci tornerei, opterei per Lisbona.

Quali tra le tue esperienze all’estero ti ha forgiato di più e perché?
La Turchia è stata un’esperienza paradossale. Vivevo in questo paesino bislungo sulla costa di Antalya dove le piscine erano vuote e i giardini pieni di galline e gatti; verso sera arrivavano degli uomini ad innaffiarli ma li allagavano letteralmente. Dovevo prendere un bus che perdevo sistematicamente ogni giorno, e siccome non c’erano le fermate dovevo buttarmi in mezzo alla strada per fermare anche il successivo. Perdere il bus per due mesi di fila mia ha fatto diventare paziente, perché in fondo ne sarebbe passato un altro e non aveva senso buttare via del tempo arrabbiandosi. Mentre lo aspettavo passeggiavo in mezzo alla strada e guardavo la gente del posto, spesso passavo davanti alla Moschea e vedevo gli uomini pregare, è una delle immagini più belle che conservo.

Che consiglio daresti a una persona che per la prima volta decide di mettere il naso fuori dall’Italia per un periodo stabile (lavoro/studio) ecc… 
Di non inventarsi scuse per non farlo. 
Viaggiare è come leggere, chi lo fa ha una marcia in più. Ma come bisogna scegliere i libri giusti, anche in quanto a viaggi bisogna imparare ad essere dei buoni viaggiatori. In linea di massima le mie regole sono:
1. evita i gruppi di italiani, l’Italia ne è piena e l’italiano si presume che tu già lo sappia;
2. cerca di imparare la lingua, se capirai la lingua capirai anche il modo di vedere di chi ti sta intorno;
3. fai più domande possibili ai locali;
4. mangia senza chiedere di cosa si tratta, lo chiederai dopo aver constatato se ti piace o meno;
5. evita le persone negative, e tratta quelle positive come tratteresti un tuo familiare perché verrai ricambiato.

Grazie mille a Valeria per il tempo che ci ha dedicato e per i consigli utili per chi vuole andare all’estero!
10, 100 di questi viaggi e di nuove avventure!

Madrid La Latina

Le immagini utilizzate sono tutte di proprietà di Valeria.
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