Road Trip Sicilia giorno 9: Porto Empedocle, Piazza Armerina

In ogni viaggio, di svago o quel che si voglia, c’è sempre bisogno di un momento puramente culturale. E quante possibilità ci sono, in Sicilia, di avere un lato colto nella tua vacanza? Beh: molte.

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
Io mi chiamo Mattia Pascal.
– Grazie, caro. Questo lo so.
– E ti par poco?

Forse avrete capito, forse no ma la nona giornata del road trip siciliano comincia così: visita alla casa nativa di uno dei miei scrittori preferiti, Luigi Pirandello, situata nei pressi di Porto Empedocle. Lasciamo la nostra bellissima mansarda di Realmonte e ci spostiamo così verso la parte un po’ più a Nord della Sicilia, cominciando con una tappa in questo vero e proprio tempio della cultura italiana. Non vi sono solo manoscritti e reperti unici, storici della vita dell’importante scrittore ma anche le ceneri e la tomba, che concludono un bellissimo giardino con uno straordinario affaccio sul mare agrigentino. Piccole note a margine: è una bellissima giornata, stupenda, forse la migliore da quando siamo qui e proprio oggi, come potrete facilmente indovinare, non è stata pianificata nessuna visita al mare. Seconda nota: anche qui gli insetti sono notevolmente grandi ma non sono solo vespe e calabroni bensì, anche, stupende farfalle soprattutto nella zona della sepoltura di Pirandello. Una coincidenza? Chissà!

Dopo questa pausa, iniziamo il grande percorso verso Piazza Armerina, nostro seguente step. Va detto che il percorso è lungo – più di 100 km – e in salita ma, la cosa notevole, è tener conto di quanto abbiamo dovuto allungare tra lavori in corso e via discorrendo. Fatto sta che arriviamo intorno alle 16, un po’ tardi per poter visitare tutto ma allo stesso tempo un po’ troppo presto per poter mangiare e così ci siamo consolati con un bel giro. Beh, che dire di Piazza Armerina? Proprio una bella sorpresa! Personalmente mi ha ricordato vagamente Erice con questo stile in pietra un po’ medievale e tutte queste chiese, queste salite e queste discese e le macchine – stavolta, anche la mia – costrette a vere e proprie acrobazie per poter destreggiarsi in questi impervi cammini. Entriamo in un negozio per prendere alcuni souvenir fatti a mano e mi ritrovo a disquisire con il simpaticissimo commerciante, locale, sui mali della Sicilia (che poi sono un po’ comuni a tutto il Sud Italia, se vogliamo): «potremmo vivere di turismo e invece […] le amministrazioni locali…». Già.
Rimanderemo a domani le puntate importanti di questa visita (soprattutto la Villa Romana del Casale) ma nel frattempo ci si consola con una cena spettacolare nella piazza della Cattedrale e un’altra, ennesima, riflessione: la Sicilia è piena di vigili urbani che lavorano per il decoro delle strade e di multe, sui tergicristalli delle autovetture, ne ho viste parecchie e ovunque. Un buon segnale, no?

Come sono arrivato fino a Piazza Armerina? Beh, ci sono state un po’ di tappe intermedie che vale la pena non perdersi. Eccole:
Giorno 1: Palermo, Cefalù
Giorno 2: Monreale, Castellammare del Golfo, Scopello
Giorno 3: Riserva Naturale dello Zingaro
Giorno 4: Tempio di Segesta, Erice
Giorno 5: San Vito Lo Capo, Trapani
Giorno 6: Favignana, Saline di Trapani
Giorno 7: Selinunte, Scala dei Turchi
Giorno 8: Valle dei Templi, Agrigento, Sciacca

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