Road Trip Sicilia giorno 1: Palermo e Cefalù

Partenza all’alba a stomaco più che vuoto, sveglia giusto un po’ prima che anche il sole si sia destato, compagni di aereo come al solito “particolari” e cielo nuvoloso: si poteva iniziare meglio? Bah.

Non lo so ma, in effetti, questo è quanto ci concede l’#ArrivederciRoadTripSicily di quest’anno. Madrid-Palermo è l’inizio di tutto, lo start di 13 giorni che porteranno non so quanti chili in più a casa e la solita classica, immancabile nostalgia da rientro alla base. Ma non ci pensiamo, soffermiamoci sull’inizio prima che sulla fine e apriamo così il diario di bordo della nostra avventura siciliana dell’estate 2017.

Premetto: Palermo è una città stupenda, incredibile che però già lo scorso anno ho potuto vedere ed apprezzare appieno. Cosa m’impressionò e cosa bisognerebbe assolutamente vedere? Direi Piazza Pretoria (chiamata anche Piazza della Vergogna per alcune simpatiche ragioni), il Teatro Massimo e il Politeama, i Quattro Canti, la Cappella Palatina, i mercati (almeno la Vucciria e Ballarò) e LA CATTEDRALE (non è un errore di battitura, questo maiuscolo). Di cose ne potrei aggiungere altre, parecchie altre; vi consiglio di non perdervi qualche leccornia locale (tipo pane e panelle, una a caso). 
Come detto, però, non essendo questo l’esordio nello splendido capoluogo siculo si è deciso di fare una scelta che è quella, quest’anno, di perdere più tempo altrove. E così, la indomita Fiat 500 presa a noleggio per due spiccioli (cui ho voluto aggiungere migliaia di euro di assicurazione furto, danni, incendi, rapimenti alieni e così via, non si sa mai), ha da portarci da un’altra parte: a Cefalù.

Chiaramente cosa ci può essere di più simpatico che andare in un posto marittimo con il costume da bagno in una calda domenica di settembre? La pioggia. E così, il primo pensiero – il più impellente – sfuma via così: è il cielo grigio a decidere che quello stile unico con cui ho attraversato il Nord della Sicilia (camicia celestina a maniche lunghe da impiegato, costume XXL per errore di taglia in fase d’acquisto, calzino grigio e Converse bordeaux), non ammalierà la bella spiaggia cittadina. 

Non resta quindi che perdersi tra i vialetti, ammirare lo stupendo Duomo, comprare un gelato rigorosamente mandorla e pistacchio e andare a cena: spaghetti al nero di seppia, pesce spada alla messinese, vino della casa, cannolo, caffè. Onesto. 

Si sa, non tutto può andare nel verso giusto nelle uggiose giornate di pioggia estiva ma, almeno, lo stomaco facciamo che stia bene. Sempre.

 

Per gli altri capitoli del diario di bordo siciliano:
Presentazione
Giorno 2: Monreale, Castellammare del Golfo, Scopello

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