Fare cinema a Los Angeles: la storia di Mattia

Quelli che Vanno è la sezione in cui Arrivederci Italia racconta le storie di chi è andato a cercare fortuna fuori dal nostro Belpaese.
Oggi è il turno di Mattia, un regista indipendente che ha portato la sua arte fuori dal continente Europa e più precisamente negli Stati Uniti, a Los Angeles.

 

Ciao Mattia, innanzitutto parlaci un po’ di te: chi sei e di cosa ti occupi?
Mi chiamo Mattia Fiumani, ho 33 anni e vivo a Los Angeles. Mi occupo di sogni ed altre visioni notturne, per l’esattezza mi occupo della loro ricostruzione fisica e non-interpretazione. Alcuni lo chiamano cinema, o una sua manifestazione, io ho paura di esser chiamato artista e lo chiamo lavoro a tempo pieno. Sono un regista, scrittore e produttore indipendente.

Da quanto tempo hai lasciato l’Italia e come mai questo passo?
Lasciai l’Italia nel 1998 quando, a 16 anni non compiuti, presi il treno da solo per Milano. Ero ancora in Italia, vero. Ma fu là che recisi il cordone ombelicale che mi legava a casa. Il resto è solo una storia di frontiere e passaporti e, fa male dirlo ma è così, opportunità migliori.

Come è la vita in America?
Adoro Los Angeles, sia da un punto di vista creativo/professionale che per lo stile di vita. Al momento vivo ad Hollywood ma vorrei spostarmi a Venice per far surf con più regolarità. Al momento vivo in un quartiere armeno che mi fa sentire un po’ a casa nel Mediterraneo.

Come sei riuscito a conciliare la tua attività professionale con l’ambiente americano? Ci sono possibilità concrete per un italiano che vuole sfondare?
L’ambiente professionale americano richiede qualche sforzo diverso da quello richiesto nell’ambiente italiano. Le dinamiche sono molto più fluide e tutto è davvero possibile, allo stesso tempo richiede molta tenacia e costanza. “Sfondare” è possibile per tutti coloro che riescono a portare il proprio talento nel posto giusto al momento giusto.

Com’è lavorare all’estero? Pensi le condizioni siano migliori che in Italia?
Non ovunque è meglio che in Italia, chiaramente. Nel mio campo c’è un posto in cui vale la pena essere più che in ogni altro luogo, ed è Los Angeles. Qua gli sbocchi sono molto diversi che in Italia, ad esempio. Ma per ogni settore c’è un luogo, una città precisa in cui è importante passare qualche tempo.

Come ti vedi da qui a 10 anni? Professionalmente realizzato all’estero o cervello in rientro?
Non mi vedo da qua a 10 giorni, immagina fra 10 anni! Non sono un ostinato esterofilo, mi piace tornare in Italia spesso e contribuire a progetti radicati là. Ma dubito che arriverò ad un punto in cui sarò “in rientro”, anzi penso di continuare ad entrare ed uscire spesso.

Felice della scelta? La rifaresti?
Certo. È importante porsi delle sfide, non vincerle, ma affrontarle ad occhi aperti per capire il prossimo passo, ogni volta con gli occhi più aperti di prima. Abbandonare la propria casa è un’iniziazione fondamentale per intraprendere quello che gli aborigeni australiani chiamano “walkabout, ovvero il viaggio spirituale necessario a raggiungere maturità e consapevolezza. Qualcuno disse «abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani», non l’ho mai capita. Prima di occuparsi dei massimi sistemi l’uomo deve occuparsi di capire se stesso e il viaggio è il modo migliore per far questo.

Nel ringraziare fortemente Mattia per il tempo che ci ha concesso, vi lasciamo con una sua piccola bio contenente i collegamenti ad alcuni suoi lavori: assolutamente consigliati!

Mattia Fiumani è un emergente regista italiano attualmente basato a Los Angeles.
Dopo aver completato gli studi in Architettura in Svizzera e in Regia alla New York University, Mattia si installa a Berlino dove lavora come scenografo per pubblicità e segue la regia di numerosi video musicali.
Il suo primo lavoro è The Sakakini Palace, un documentario svolto per conto della Commissione Europea al Cairo, il cui soggetto è uno dei palazzi storici più importanti della capitale egiziana.
Nel 2014 segue la regia del singolo Colonize the Moon di Busdriver per conto dell’etichetta londinese Ninja Tune con la quale continua a collaborare.
Busdriver Mattia Fiumani

Nel 2015 Mattia dirige il suo secondo cortometraggio To eat you better (Per mangiarti meglio) e scrive la sceneggiatura La Futbolitica di Quinto, basata sul primo capitolo del romanzo Fidia di Marco Belloni, che ottiene un posto nelle pre-selezioni per lo Screenwriters’ Lab presso il Sundance Institute.
To Eat You Better Mattia Fiumani

Attualmente Mattia lavora allo sviluppo di vari progetti, fra cui un cortometraggio inspirato a una delle Città Invisibili di Italo Calvino, una serie televisiva horror/sci-fi e la scrittura di due lungometraggi: un western e un thriller ambientato nei “secret parties” di Downtown Los Angeles.

Tutte le foto utilizzate nell'articolo sono di proprietà di Mattia Fiumani 
che ne detiene le proprietà intellettuali e d'uso.
Facebooktwitter